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La scommessa sportiva non è un gioco dominato dalla fortuna. Anche se la dea bendata ha la sua incidenza, nel lungo periodo contano soprattutto abilità e conoscenza degli sports su cui si è deciso di puntare. Per questo motivo, visto che nessuno regala i soldi, l'atteggiamento non deve essere in nessun caso passivo. Per sfidare il banco con qualche probabilità di successo bisogna lasciare da parte fatalismo ed approssimazione. Puntare tanto per puntare non ha alcun senso e serve soltanto ad alimentare le casse dei vari bookmakers. Per contrastare in modo efficace gli allibratori, occorre essere propositivi e costantemente informati su tutte le discipline sportive oggetto di quotazioni. Tenendo sempre presente che i bookmakers temono principalmente chi gioca le singole e le triple. Soprattutto chi mette al servizio di queste tipologie di gioco cifre ragguardevoli. Bisogna sempre tenere presente che, con le scommesse, non si fanno i soldi. Anzi: è già un successo limitare i danni al minimo. Per un'annata favorevole, ecco due stagioni fallimentari. Poi, è chiaro, ci sono le eccezioni. Ma si tratta, appunto, di eccezioni. Altrimenti i bookmakers chiuderebbero bottega. Da questa settimana proveremo a darvi le dritte giuste. Per farlo abbiamo messo a punto un giochino. Ogni settimana scommetteremo 50 euro: 20 nel midweek, 30 nel weekend. A fine stagione (quindi dopo i Mondiali) tracceremo un bilancio. Non ci interessa la vincita estemporanea, ma la continuità di successi. Se entro Luglio avremo contenuto le perdite sui 50 euro, sarà già un buon risultato. Fermo restando che non bisogna porre limiti alla provvidenza. Nessuno gioca per perdere.
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