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MBRenato La Monica

Sono i primi di Novembre del 2006. La Juve, spedita in B senza una parvenza di prova, sta attraversando il momento più buio della sua storia ultracentenaria. Dopo aver inspiegabilmente "patteggiato" la serie cadetta nell'iniquo processo sportivo, su consiglio di Montezemolo, John Elkann ritira anche il ricorso al Tar. Il quadro è ormai completo e i sospetti diventano certezze: amici e nemici hanno complottato per distruggere la Juve della Triade. Il risultato della cospirazione, a cui hanno partecipato in maniera determinante giornali vicini al mondo Fiat, porta il nome di Calciopoli. Stanco di leggere falsità e ricostruzioni di comodo, Renato La Monica decide di fondare un nuovo giornale. Un settimanale veramente juventino. Per informare correttamente i tifosi bianconeri e per smontare tassello per tassello l'impianto accusatorio. Grazie alla preziosa collaborazione di Vittorio Salvadori, Salvatore Cozzolino e Andrea Strada, Magazine Bianconero cartaceo vede la luce il 20 Dicembre 2006. Si parte all'arrembaggio, in edicola, con una tiratura iniziale di 20.000 copie. In pratica, per poter raccontare liberamente i fatti, siamo costretti a diventare editori di noi stessi. Tutto autofinanziato, senza pubblicità. A sostenerci solo uno sparuto gruppo di abbonati. Purtroppo, come prevedibile, l'edicola è un bagno di sangue. Per reggere l'urto bisognerebbe vendere almeno 5000 copie, mentre noi ci attestiamo sulle 1500/2000. Resistiamo stoicamente fino al 28 Febbraio 2007, riuscendo a pubblicare ben 10 numeri. Il nostro contributo, benchè limitato nel tempo, è fondamentale. Molti juventini, dopo aver letto Magazine Bianconero, cominciano ad aprire gli occhi su Calciopoli. Obiettivo raggiunto. Dare una piccola scossa all'informazione pilotata di questo Paese. Il tam tam prosegue su internet, dove Magazine Bianconero diventa rapidamente un punto di riferimento per molti tifosi bianconeri. Competenza, ironia, gusto della polemica: sono questi gli ingredienti base per creare pagine di buon giornalismo. Magazine Bianconero acquista credibilità giorno dopo giorno. Non è un successo di massa perchè molti juventini, ancora oggi, faticano a comprendere quanto accaduto nell'estate del 2006. Non è un successo di massa perchè Magazine Bianconero non ha l'abitudine di ingraziarsi il lettore. Niente articoli trionfalistici e celebrazioni pompose. Niente interviste banali e analisi superficiali: per quelle esistono già tre quotidiani sportivi. Non è un successo di massa perchè ci piace "anticipare" gli eventi. E, molto spesso, le nostre previsioni si rivelano giuste.  Non è un successo di massa perchè, pur essendo innamorati della Juve, ci sforziamo sempre di essere obiettivi. E, si sa, in questo Paese, l'onestà di giudizio non paga. Dopo due anni vissuti pericolosamente sul web, nel Marzo del 2009 Magazine Bianconero ritenta l'avventura su carta. Stavolta si tratta di un mensile free press, distribuito solo in alcune città italiane. L'intento è quello di far conoscere al maggior numero di persone i disastri di John Elkann, Blanc, Cobolli e Secco. Altri cinque numeri cult e tante profezie azzeccate: dal flop di Felipe Melo, a quello di Cannavaro. Tutto si interrompe a Luglio del 2009. Seguono mesi di disaffezione e scoramento e Renato La Monica, stanco di combattere contro i mulini a vento, medita persino l'addio. Ma ecco, improvvisa, la svolta: un giornale sul web riservato ai soli abbonati. L'iniziativa funziona e Magazine Bianconero, da tre anni e mezzo in prima linea nella difesa della Juve (e contro gli abusivi di Corso Galfer) può continuare la sua opera di controinformazione. Se fossimo in un Paese normale, un giornale così lungimirante dovrebbe avere migliaia di abbonati. Ma siamo in Italia.....

 
 
   
 
 
 
 
 

 
 

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